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26
Gen

4 dialoghi inverosimili da evitare

Scrivere un buon dialogo è un’arte che non può essere appresa in due giorni e nemmeno in dieci anni. È un lavoro costante che lo scrittore, anche il più bravo, fa su di sé e sulle proprie storie. Cancella e riscrive, cancella e riscrive, finché il dialogo non è quello giusto. Ossia, è verosimile, porta avanti la storia, dà voce al carattere di ciascun personaggio. Scrivere un dialogo non è quindi facile e ci vogliono ore e ore di tentativi. Prima di capire quali sono i trucchi per un dialogo efficace, dobbiamo però capire cosa evitare.

05
Gen

Cosa vuole dire (veramente) “editare”?

Editare (nel senso datogli correntemente da chi fa l’editing di un testo): rivedere, correggere, revisionare, sistemare… Ecco: già da questo verbo (che comunque Treccani definisce come atto di pubblicazione di un libro, dall’inglese to edit) abbiamo capito che dare una definizione di editing è complesso. Zingarelli ci aiuta poco: la seconda accezione di editare è: fare l’editing di un testo. Per fortuna, però, sempre Treccani ci viene in aiuto definendo precisamente che cosa è l’editing. Da qui parto per analizzare in modo più approfondito un lavoro che spesso (troppo) si dà per scontato.

02
Gen

Spiegone vs Da Vinci code

Hai già fatto qualche fioretto per l’anno nuovo? Io sì: dedicarmi alla scrittura in maniera full time. Spero di riuscire a farcela!
Questo articolo però non riguarda me né eventuali propositi per il 2022. O meglio, non lo riguarda al cento percento. Perché quello di cui ti parlerò oggi potrebbe essere il tuo, di fioretto. Chissà!
Oggi, infatti, vediamo di fare luce su due errori gravissimi di scrittura: se ti ci ritrovi, chissà che per l’anno che è appena nato tu non decida di evitarli. Una volta per tutte.

21
Dic

Once upon a time… racconto o mostro?

Raccontare o mostrare? Tell o show? Sebbene molti ripudino a priori il raccontato e si lancino sul mostrato, come per tanti altri elementi di scrittura creativa anche per show e tell non c’è la regola. Quando usarli? Dipende. Oggi vediamo alcuni esempi.

13
Ott

Pleonasmi e tautologie: come riconoscerli (e come evitarli)

Un bravo scrittore non deve soltanto saper elaborare e costruire una buona storia con una trama solida e dei personaggi accattivanti; deve anche avere uno stile di scrittura il più possibile pulito e fluido. Proprio per questo, occorre evitare alcuni elementi che appesantiscono, come, nel caso dell’articolo di oggi, i pleonasmi o le tautologie.

03
Ott

KDP vs autore

Kindle Direct Publishing offre molti spunti di promozione per un autore autopubblicato.
Ci sono però degli strumenti che spesso funzionano meglio di altri, e li vediamo oggi.

15
Set

E io non pago!

>Articolo spinoso e difficile per me da scrivere, perché va a toccare argomenti che si spera mai di affrontare. Eppure. Come comportarsi quando il committente, in questo caso uno scrittore, decide di non volerti pagare?

05
Set

Scrivere a singhiozzo: perché è meglio evitare di farlo

Lo so, spesso ci capita di lasciar trascorrere del tempo tra un capitolo e l’altro di una storia (romanzo o racconto che dir si voglia), o di un manuale. Magari in quel periodo siamo presi da altre cose, oppure, semplicemente, non ci va di scrivere.
E così la nostra stesura inizia ad andare a singhiozzo.
Oggi, con qualche esempio tratto dalle mie avventure di imbrattacarte, ti racconterò perché è meglio scrivere con un certo ritmo, e non a spizzichi e bocconi, anche se pure a questo c’è rimedio.

01
Set

Ridondanze: come riconoscerle (e come evitarle)

Spauracchio per ogni scrittura che voglia definirsi (almeno un po’) incisiva, le ridondanze vanno evitate se possibile, a meno di non voler rafforzare un concetto. Proprio perché ridondanti, appesantiscono la lettura e spesso la rendono indigesta. Oggi vediamo qualcuna delle più frequenti.

22
Ago

Perché un editor dovrebbe rileggersi?

In effetti, può sembrare strano. Un editor che si rilegge?! Ma come, è così perfetto!
Questa è una delle opinioni molto diffuse: l’editor è infallibile. Va a braccetto con l’altra opinione, ossia la diffidenza nei confronti di chi prende il tuo libro e lo stravolge. Ma questa è un’altra storia. Ritornando all’argomento dell’articolo, l’editor deve rileggersi, per forza. Oggi vediamo perché.