Puntini di sospensione: come e quando?

Spesso i testi degli esordienti sono pieni di puntini sospensivi, come se ciò fosse una prerogativa di ogni personaggio. Per non parlare dei punti interrogativi ed esclamativi!

Faccio un breve esempio:

«Le persone non sono mai quelle che sembrano………» Mario stirò le labbra in un sorriso mentre estraeva un lungo coltello da sotto la giacca. «O forse sì………..»
Luigi sbarrò gli occhi. «Che vuoi fare???????»
«Indovina……..»
«Pazzo!!!!!!!!!!»

Non è in questa sede parlare dei punti esclamativi e interrogativi. Oggi voglio spendere qualche parola sui puntini sospensivi, spesso stra abusati.

Ebbene sì, anche i puntini di sospensione si devono utilizzare con criterio, e oggi ti spiegherò come. Dopo aver letto questo articolo correrai dal tuo libro e farai una strage di puntini sospensivi.

A che cosa servono i puntini di sospensione

Apri un qualsiasi libro di grammatica e scoprirai che:

  1. I puntini sospensivi si usano per interrompere un discorso, che viene lasciato in sospeso, vuoi per imbarazzo, per reticenza o per convenienza;
  2. I puntini sospensivi si usano per interrompere un discorso che chi legge o ascolta può integrare da solo;
  3. I puntini sospensivi si usano per interrompere una enumerazione o, in una citazione, per indicare che un passo è stato omesso.

Questo è quello che ci dice Marcello Sensini ne La dimensione linguistica.

Inoltre, udite udite, i puntini di sospensione sono sempre e SOLO tre.

Quindi dimenticati le frasi come quella a inizio articolo. È scorretta.

Una volta che hai ben chiaro a che cosa servono i puntini sospensivi, vediamo quali sono gli errori più frequenti.

Errore numero 1: troppi puntini di sospensione

Lo abbiamo già detto: i puntini sospensivi sono tre, né uno di più né uno di meno.

Ho fatto l’esempio a inizio articolo, ma te ne posso mettere un altro per farti capire quanto l’abuso di questa punteggiatura possa dare fastidio.

‒ Non è di adesso……………… Subito non ti ho riconosciuto, perché eri un ragazzo, ma la somiglianza è tanta…………
André scosse la testa e le restituì la foto. ‒ Non conosco tua madre…………….
‒ Non eravate fidanzati?
‒ No……………
‒ Ho capito……….

Già mi è passata la voglia di continuare la lettura. Sì, perché questi puntini sospensivi sono un pugno negli occhi.

Qualche settimana fa leggevo un estratto di un libro su Amazon e ho storto la bocca dinnanzi a una tale invasione di puntini sospensivi che mi ha fatto chiudere la finestra e ciao ciao. Sì, perché troppi puntini ti colpiscono subito. E non bene.

Quindi, ripeto come un mantra: i puntini di sospensione sono solo tre. Né uno in più, né uno in meno.

Errore numero 2: troppi puntini di sospensione

Ho sbagliato? No, e non è neanche la seconda regola del Fight Club. Esatto, hai letto bene, anche il secondo errore è un abuso dei puntini sospensivi. Ma, in questo caso, un abuso del loro utilizzo.

Prima i puntini sospensivi erano troppi; adesso usati troppo spesso.

Facciamo l’esempio con un altro dialogo.

Mattia lo raggiunse. Si sedette accanto a lui, passando le mani sul tessuto dei jeans.
«È tutta una merda, Mattia…», disse Piero. «Quando sei in un pozzo completamente ricoperto di merda, non puoi risalire…».
«Tutti risalgono, prima o poi…». Mattia continuava a lisciarsi i pantaloni. «Una volta sul fondo, non puoi che risalire…».
«Non se sei già annegato… e io sono annegato da tempo…».
«Non è vero…».
«Lo è…».

Anche questi puntini, seppur usati nel numero corretto, non stanno bene.

Ricordi cosa ci ha detto il Sensini sull’utilizzo dei puntini sospensivi? Servono per interrompere un discorso che viene lasciato in sospeso, per imbarazzo, reticenza o convenienza. Ebbene, a meno che i due personaggi che stanno parlano non siano entrambi imbarazzati, reticenti o altro, non è bene mettere i puntini sospensivi a ogni fine frase.

Il dialogo perde pathos, perde efficacia.

Quindi dosa i puntini sospensivi nei dialoghi, utilizzali solo laddove strettamente necessario.

Errore numero 3: utilizzo improprio nella narrazione

È raro trovare i puntini sospensivi fuori dai dialoghi. Questo perché, se ciò accade, al lettore sembra che l’autore abbia voluto lasciare la frase in sospeso, ma per quale motivo? Per consentirgli di completare lui il discorso? O, al contrario, perché non sapeva come esprimere bene un concetto?

Alcuni esempi di come sono utilizzati i puntini di sospensione durante la narrazione.

Il motore rombava, faceva un rumore pieno da una marmitta che forse al prossimo bollino non avrebbe passato l’ispezione… ma quello non era un problema mio. (Stephen King, Riding the Bullet)

Sulla riva del lago, davanti a una spiaggetta sabbiosa (artificiale, mi informò il Colonnello), ci sedemmo su un dondolo. Inevitabile la mia battuta, “Non vorrai farmi poti-poti”, che il Colonnello ricambiò con una risata scontata. Poi: «Vuoi fumare?» domandò. Non avevo mai fumato in vita mia.
Ma quando sei in ballo.. (John Green, Cercando Alaska)

Mentre Thomas attraversava il cortile, l’odore ben riconoscibile della legna messa sul fuoco e di qualche genere di carne arrostita gli fece brontolare lo stomaco. Ora la consapevolezza che le urla provenissero semplicemente da un ragazzino malato lo stava facendo sentire meglio. Finché non pensò alla causa… (Il labirinto, James Dashner)

Evita l’uso dei puntini sospensivi in una narrazione a meno che non sia strettamente necessario.

Errore numero 4: non lasciare uno spazio dopo i puntini

La regola vuole che dopo i puntini sospensivi, come per ogni altro segno di punteggiatura, ci voglia uno spazio, e quindi:

«Non se sei già annegato… e io sono annegato da tempo.»

Scrivere così, invece, è un errore:

«Non se sei già annegato…e io sono annegato da tempo.»

Un appunto: dopo i puntini di sospensione ci va la lettera maiuscola se inizi un nuovo discorso o la lettera maiuscola se il discorso continua (come nell’esempio precedente).

Errore numero 5: lasciare uno spazio tra un puntino e l’altro

Raramente ho trovato questo errore, ma è sempre meglio parlarne.

I puntini di sospensione vanno tutti attaccati.

Questa frase è scorretta:

«Non se sei già annegato. . . e io sono annegato da tempo.»

Un dettaglio: i puntini sospensivi di Word

Spesso, quando scrivo o correggo un testo, mi imbatto in un errore che Word, con la sua solita flemma, mi evidenzia in rosso: ossia una parola seguita dai puntini sospensivi.

E mi domando: ma come ragiona Word? Perché me lo segna errore?

Ho spulciato un po’ in giro e ho trovato la ragione.

Secondo Word, esistono due diversi tipi di puntini sospensivi: il simbolo matematico e la punteggiatura vera e propria. L’unica differenza è che i puntini del simbolo matematico sono leggermente distanziati l’uno dall’altro, come in questo screenshot:

puntini sospensivi

Un dettaglio davvero piccolo, se conti  che i puntini sospensivi “classici” sono così (stessa frase, ho cambiato i puntini):

puntini sospensivi

Riassumendo…

Prima di lasciarti andare, ho riservato per te uno specchietto riassuntivo che ti aiuterà a ricordarti come non devono essere utilizzati i puntini di sospensione. Fanne un buon uso!

puntini di sospensione