
Esiste un momento preciso in cui ogni scrittore rischia di perdere il contatto con la realtà . Succede quando finisce il manoscritto e pensa: “A me piace. Quindi piacerà anche agli altri.” È un pensiero meraviglioso. E inutile.

Ebbene sì. Dopo dieci anni di libri smazzati, soldi buttati in hotel, benzina, iscrizioni, posso dirlo. Le fiere letterarie non servono a niente. A meno che tu non sia L’AUTORE. O abbia un nutrito gruppo di amici da richiamare allo stand per fare “sold-out”.

Hai mai pensato a tutti quei dannatissimi cliché che ci sono nella scrittura? Te li sbattono sul muso al primo giorno di corso, alla prima pagina di libro, al primo minuto di video… Ma nessuno (forse) si è mai resto conto che la scrittura vista in un certo modo è un intero luogo comune?

ubblicare un libro è il sogno di molti scrittori. Anche il tuo, giusto? Oggi chi desidera vedere la propria opera stampata o disponibile in digitale ha due strade principali: affidarsi a una casa editrice tradizionale o scegliere la via dell’autopubblicazione (self-publishing). Entrambe le opzioni offrono opportunità e presentano limiti.

Ultimamente (vabbè, da un annetto ormai) leggo dappertutto che non serve più la nostra creatività : ci pensa l’intelligenza artificiale a scrivere per noi, qualsiasi cosa. Addirittura, ci propinano corsi, webinar, ecc., per imparare e, così, fare soldi a palate. A parte questo (i soldi a palate, intendo), siamo davvero sicuri che l’IA sia, al…

Ce lo domandiamo in tanti. Perché racconto e non romanzo? Che cosa c’è alla base di questa scelta? Me lo sono chiesto e ho cercato di rispondere.

Ormai i corsi di scrittura creativa sono dappertutto: online, in presenza… In tanti li criticano, molti li seguono scrupolosamente. Ma servono davvero?

Il plagio è grosso problema. Difendersi è davvero difficile, perché a volte purtroppo non sappiamo che un nostro contenuto è stato copiato. Peggio ancora se si tratta di un libro.

Che un libro possa non vendere succede. Anzi, se sei un autore poco conosciuto è praticamente la prassi. Se ti autopubblichi, capita 9 volte su 10. Ma cosa succede se invece sei supportato da un editore? Di chi è la colpa?

Ormai lo leggiamo ovunque: pubblichiamo, promuoviamo, recensiamo, aiutiamo, diamo spazio ad autori meritevoli. Il che sarebbe un bene, perché anche nella scrittura ciò che conta (dovrebbe contare) è il merito. Ma è davvero così?