
Ovvero: tutte le stramberie che ho sentito e continuo a sentire in questi anni. Da leggere con il solo scopo di divertirsi. Attenzione: se sei suscettibile passa oltre.

Si sa, i refusi sono ostici e spesso difficili da scovare. E sono tantissimi! Alcuni più semplici da “vedere”, altri un po’ meno. Ne parlo in questo articolo.

Che un libro possa non vendere succede. Anzi, se sei un autore poco conosciuto è praticamente la prassi. Se ti autopubblichi, capita 9 volte su 10. Ma cosa succede se invece sei supportato da un editore? Di chi è la colpa?

Hai pubblicato un libro, che sia fiction o non fiction. Purtroppo le vendite stentano a decollare. Lo sconforto è tanto, ma bisogna rimboccarsi le maniche e soprattutto capire che cosa non sta funzionando.

Si sa, scrivendo chiunque commette degli errori. Possono essere semplici refusi o sviste, ma anche errori ben più gravi che riguardano la grammatica. E poi ci sono quelli, gravissimi, che riguardano invece la struttura, l’architettura della storia. Errori che ti potrebbero portare a doverla riscrivere.

Il problema che hanno molti autori, soprattutto emergenti, è di non riuscire a esprimere al meglio quanto hanno dentro. Il più delle volte è la fatica di tradurre su carta i propri pensieri, che si risolve in frasi difficili da leggere e da digerire. In questa seconda parte di una breve guida, ti mostro…

In ogni lavoro creativo, oltre al doveroso compenso economico, il professionista è soddisfatto quando anche il cliente è soddisfatto. Vuol dire che ha lavorato bene e le ore spese sono state utili. Succede anche per l’editor, e quando accade è davvero una sensazione unica.

Ormai lo leggiamo ovunque: pubblichiamo, promuoviamo, recensiamo, aiutiamo, diamo spazio ad autori meritevoli. Il che sarebbe un bene, perché anche nella scrittura ciò che conta (dovrebbe contare) è il merito. Ma è davvero così?

Quando finalmente arrivi all’ultima pagina del tuo libro, è come se un peso rotolasse giù dalle spalle, a volte, e altre ti senti immerso in una frenesia tale che vorresti gridarlo ai mille mondi. Solo che purtroppo non è la fine… ma l’inizio. Sì, perché il vero lavoro da fare arriva adesso.

Dopo la bufera e altro (non è una poesia) che si è tirato addosso l’ufficio stampa Il Taccuino, è bene fare una riflessione, ancora una volta, sulle recensioni negative. Una riflessione che va a toccare due pilastri di qualsiasi Nazione democratica: la libertà di parola e il reato di ingiuria e diffamazione.