
Editare (nel senso datogli correntemente da chi fa l’editing di un testo): rivedere, correggere, revisionare, sistemare… Ecco: già da questo verbo (che comunque Treccani definisce come atto di pubblicazione di un libro, dall’inglese to edit) abbiamo capito che dare una definizione di editing è complesso. Zingarelli ci aiuta poco: la seconda accezione di editare…

Rodolfo Monacelli, di Vendere un Libro, mi ha intervistato durante la diretta Facebook di giovedì scorso sul gruppo Vendere un libro. Abbiamo chiacchierato della mia professione, editor, e soprattutto del diretto interessato: l’editing.

Un bravo scrittore non deve soltanto saper elaborare e costruire una buona storia con una trama solida e dei personaggi accattivanti; deve anche avere uno stile di scrittura il più possibile pulito e fluido. Proprio per questo, occorre evitare alcuni elementi che appesantiscono, come, nel caso dell’articolo di oggi, i pleonasmi o le tautologie.

>Articolo spinoso e difficile per me da scrivere, perché va a toccare argomenti che si spera mai di affrontare. Eppure. Come comportarsi quando il committente, in questo caso uno scrittore, decide di non volerti pagare?

Spauracchio per ogni scrittura che voglia definirsi (almeno un po’) incisiva, le ridondanze vanno evitate se possibile, a meno di non voler rafforzare un concetto. Proprio perché ridondanti, appesantiscono la lettura e spesso la rendono indigesta. Oggi vediamo qualcuna delle più frequenti.

È da un po’ che mi sto ponendo questa domanda: l’editing si può insegnare? Vedendo i numerosi corsi che spuntano come funghi (soprattutto da quanto l’Italia ha cominciato a entrare e uscire dai vari lockdown) sembrerebbe di sì. Ma in che modo?

Il problema che hanno molti autori, soprattutto emergenti, è di non riuscire a esprimere al meglio quanto hanno dentro. Il più delle volte è la fatica di tradurre su carta i propri pensieri, che si risolve in frasi difficili da leggere e da digerire. In questa terza parte di una breve guida, ti mostro…

Forse questo articolo farà storcere il naso a più persone, ma vorrei sfatare un mito che spesso sento in giro. L’editor spesso non è quel mago con la bacchetta il cui tocco rende un libro perfetto. Non è infallibile, e talvolta, appunto, fallisce.

Ultimamente sto vedendo sempre più articoli e post che offrono servizi di editing a prezzi irrisori. È una scelta che condivido soltanto in parte, e dopo un’attenta analisi mi sono convinta di quanto sia dannoso agire così.

Si sa, i refusi sono ostici e spesso difficili da scovare. E sono tantissimi! Alcuni più semplici da “vedere”, altri un po’ meno. Ne parlo in questo articolo.