Ogni personaggio è unico

Caratterizzare i personaggi in modo da renderli unici è il sogno di ogni scrittore.

Tutti noi abbiamo letto dei libri che ci sono piaciuti. E chi di voi non ricorda un personaggio in particolare? L’eroe? Il villain? O anche una semplice comparsa?

E di questi personaggi che cosa ci è rimasto in mente? Un dettaglio? Una frase? Un’azione?

Anni fa ho letto tutta la saga de La spada della verità di Goodkind. Ancora oggi ricordo una frase che uno dei protagonisti ripeteva sovente: “Non c’è nulla di facile”. Una frase banalissima, che, però, da sola caratterizzava tutto il personaggio. Solo lui poteva esprimersi così e solo lui poteva dare a quella frase un certo significato.

Un personaggio memorabile ci rimane impresso. E, cosa più importante, ci trasmette delle emozioni.

Essere capaci di trasmettere emozioni tramite i propri personaggi è il primo passo per avere un romanzo davvero degno di tale nome.

E come si trasmettono le emozioni tramite un personaggio?

In questo articolo ti darò alcuni consigli su come caratterizzare i tuoi personaggi al meglio. Non basta che essi siano credibili e abbiano un loro modo di esprimersi. È necessario che il lettore si affezioni a essi.

Primo punto: elabora uno o più conflitti

Di recente ho terminato la lettura del saggio Conflict and suspense di James Scott Bell. È stato davvero utile per comprendere come funzionano le dinamiche del conflitto, e soprattutto ho scoperto che esistono davvero tante sue sfaccettature.

Il conflitto non è solo Mario (protagonista) VS Luigi (antagonista) o Mario (protagonista) VS ente (città, società, etc. – antagonista).

Il conflitto non è presente solo nei thriller, negli horror o nei gialli.

Ogni romanzo deve contenere un conflitto. Il conflitto muove il romanzo. E i suoi personaggi.

E come rendere unico il conflitto? Come far sì che esso avvolga il lettore e lo trascini dentro la storia?

Utilizziamo i nostri personaggi. Conflitto e personaggi si inseguono come in un cerchio. I personaggi generano il conflitto che genera i personaggi e così via.

caratterizzare personaggi

Ogni personaggio deve essere posto davanti a un conflitto: interiore, esteriore, grave (morte) o banale (andare o no alla festa di fine anno con il belloccio della scuola?).

Solo in questo modo ogni pedina della scacchiera avrà un senso per compiere una determinata azione.

Senza conflitto, senza problemi, un romanzo è noioso.

Pensa a un libro dove tutto va bene: che noia, eh? Dopo quante pagine lo chiudi, lo getti in un angolo e te ne dimentichi?

Quindi: elabora i conflitti. Non solo quelli maggiori, ma anche minori. Non solo fisici, ma anche interiori.

Ritornerò sul conflitto in altri articoli.

Adesso ti basti ricordare che conflitto e personaggi sono collegati.

Ed è grazie al conflitto che un personaggio mostra le sue emozioni.

E, soprattutto, è grazie al conflitto che il lettori si affezionano a un personaggio.

Se vuoi approfondire la questione del conflitto, ti rimando al corso di scrittura creativa online gratuito di Fabio Bonifacci, dove questo elemento è spiegato molto bene. Puoi anche dare un’occhiata al saggio di James Scott Bell sul conflitto e la suspense di cui parlavo prima.

Secondo punto: fa’ vivere il tuo personaggio

Come scrivevo all’inizio, non è sufficiente che un personaggio sia credibile o che abbia un modo suo di agire e parlare. Deve trasmettere delle emozioni.

Il conflitto spreme le emozioni del tuo personaggio. Un po’ come un’arancia.

Ti spiego con un esempio.

Nella tua routine giornaliera sei sempre di fronte a delle scelte. Alcune sono banali, altre generano in te piccoli o grandi conflitti. Prendere il treno o la metro? Andare al lavoro o stare a casa? Fare quella chiamata alla madre? Talvolta sei di fronte a situazioni più complesse. Se non rendi meglio in ufficio ti hanno già detto che ti lasceranno a casa. Hai appena scoperto che la tua migliore amica ha un perso il bambino. Scopri di non amare più il tuo partner. E così via.

Tutte queste situazioni conflittuali generano in te emozioni: rabbia, dolore, frustrazione, incertezza…

Adesso trasferisci tutto questo ai tuoi personaggi.

Ogni situazione che vivono genera in loro delle emozioni. E su quelle devi giocare per caratterizzare personaggi che rimangano impressi nel lettore.

Spremili come arance!

caratterizzare personaggi

Ecco una bella spremuta di emozioni direttamente dai tuoi personaggi!

Conflitti interiori ed emozioni

Generare emozioni da un conflitto interiore è una delle strategie più utilizzate dagli scrittori (in maniera voluta o anche senza saperlo).

In effetti è molto semplice trasmettere emozioni tramite un conflitto interiore. Questo è frequente nei romance, dove amore, passione, odio avvolgono i protagonisti, tormentati da questa o quella scelta.

Lo amo ancora o no?

Mi ama ancora o mi tradisce?

Sento di amare Luigi, il mio migliore amico!

Mario si è innamorato di mia sorella.

Mario e Luigi mi amano. E io chi amo dei due?

Trovami un romance che non abbia almeno uno di questi punti. Per non parlare dei triangoli amorosi, che adesso sembrano essere un must per molti libri.

Tutto questo genera conflitti. E i conflitti generano emozioni.

Più conflitti ed emozioni avvolgeranno i personaggi, e più questi saranno unici all’occhio del lettore.

Sì, perché, sei hai costruito bene i tuoi personaggi, saprai anche come farli agire davanti a una scelta interiore.

Magari Maria è attratta da Luigi, il capo tenebroso e seducente, ma i suoi principi morali le impediscono di lasciarsi andare. E fa bene perché lui è in realtà un serial killer!

Conflitti esterni ed emozioni

I conflitti esterni sono di vario tipo.

James Scott Bell segnala i due principali:

  • Physical death
  • Professional death

La morte fisica non ha bisogno di spiegazione. Se il tuo protagonista rischia di morire, il conflitto è chiaro. La morte professionale riguarda, appunto, la sfera professionale. Il tuo protagonista può, ad esempio, rischiare il posto di lavoro se non compie una scelta o non agisce in un certo modo. Anche qui il conflitto è chiaro.

E anche in questo caso sono le emozioni che devono venire fuori.

Mostra come reagiscono i personaggi davanti a scelte e situazioni problematiche. Nessuno reagirà allo stesso modo. E se accade, è perché i tuoi personaggi sono semplici pedine fredde e tutte uguali.

Ricorda:

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3 consigli per far trasmettere emozioni

Abbiamo visto come sia necessario che i personaggi trasmettano emozioni. E abbiamo visto come emozioni e conflitto siano collegati, che si tratti di conflitto interiore o esterno.

Adesso passiamo alla parte operativa: come trasmettere le emozioni di un personaggio? Come caratterizzare personaggi unici?

Ti do tre consigli.

1. Mostra le emozioni

Torniamo al buon “show, don’t tell”. Sì, lo so, ti uscirà dalle orecchie!

Ma questa tecnica narrativa è il punto di partenza per avere romanzi che prendono e personaggi di cui tutti si ricordano.

Quando i conflitti mettono i tuoi personaggi di fronte a delle scelte, questi reagiranno con diverse emozioni: rabbia, delusione, paura, dolore, eccetera.

Non basta scrivere:

Mario era arrabbiato.

Che cosa ti trasmette questa frase? Sì, leggi che Mario è arrabbiato, ma poi?

Fa’ entrare il lettore nel personaggio, spremi le sue emozioni, mostra in che modo è arrabbiato.

Mario strinse i pugni e le unghie gli si conficcarono nella pelle come artigli.

Già meglio, no?

Quindi mostra le emozioni, non limitarti a descriverle.

2. Fa’ agire i tuoi personaggi in modo unico

Usa le azioni e i dialoghi per convogliare le emozioni dei tuoi personaggi.

Fa’ che ognuno di essi si caratterizzi per un determinato modo di agire e di parlare.

E, soprattutto, se conosci alla perfezione ogni tuo personaggio, fa’ in modo che a ogni scelta, a ogni ostacolo, reagisca in modo unico.

Non c’è niente di più noioso di tanti personaggi che si muovono come robot tutti uguali.

Lo scrivevo prima: Maria rifiuta le avance del capo tenebroso, e lo fa perché è lei così, perché è il suo carattere. Luigi reagisce alla notizia che la figlia ha preso un votaccio a scuola spaccando un piatto. Esagerazione? No, lui è collerico e ha molto a cuore l’istruzione della figlia. Marco reagisce con calma placida alla scoperta del tradimento della moglie. Incoerenza? No, lui è un tipo che medita vendetta nei minimi dettagli. E pianificherà il modo per vendicarsi.

3. Mostra i pensieri

Molti lettori non amano molto le fasi introspettive dove un personaggio pensa, pensa e ripensa.

In realtà attraverso i pensieri puoi mostrare le emozioni.

Che cosa pensa Mario di quello che gli sta accadendo? Come ha preso Luigi la scoperta di qualcosa?

Gioca sui pensieri per trasmettere le emozioni.

Attenzione, però: cerca di non essere banale ed evita pipponi che fanno addormentare il lettore.

Il romanzo deve andare avanti.

Conclusioni

Trasmettere le emozioni attraverso i personaggi è una bella sfida. E non è detto che sia facile!

Prima di lasciarti, annota questa serie di domande. Ti saranno utili in sede di revisione per caratterizzare i tuoi personaggi e far vivere le loro emozioni.

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