A ogni personaggio la sua voce

Ne parlavamo la settimana scorsa.

Ogni personaggio deve essere credibile.

Bisogna evitare di cadere in stereopiti o cliché.

Occorre caratterizzare i propri personaggi.

Ecco, fermiamoci qui.

Caratterizzare. Ossia “rappresentare, definire una persona o una cosa enunciandone o comunque mettendone in rilievo i caratteri o le caratteristiche” (Treccani).

Ricordi le pedine tutte uguali della settimana scorsa? Ti rinfresco la memoria.

personaggi romanzo

Ecco i tuoi personaggi. Adesso potrai colorarli a piacimento, decorarli, insomma, renderli unici.

Come si rende unico un personaggio?

Ci sono vari modi. In questo articolo scoprirai come caratterizzare i tuoi personaggi partendo dalla loro voce.

Dimmi come parli e ti dirò chi sei

Immagina di essere in un luogo affollato. La metro, la stazione dei treni, una piazza.

Sei circondato da persone.

Tante, molte persone che parlano, si muovono.

Noterai subito che ognuna ha una sua maniera di esprimersi. Il ragazzino che gesticola e infarcisce la parlata di slang. La vecchina che mischia italiano e dialetto. L’uomo in giacca e cravatta che discute all’auricolare di BTP…

Insomma, siamo tutti diversi. Ognuno di noi ha un suo modo di parlare e di muoversi.

Il punto di partenza per caratterizzare i personaggi è questo.

Devi pensare a loro come se fossero vivi.

Devi metterti nei loro panni e parlare con la loro voce.

Niente di più difficile.

Ma andiamo per ordine. Esiste uno strumento potentissimo che ti permette di creare personaggi favolosi e concreti senza nemmeno descriverli.

Sai cos’è?

Il dialogo.

Ma è un’arma a doppio taglio.

Vediamo perché.

Il dialogo: vita e morte di un personaggio

Queste simpatiche pedine hanno finalmente un viso! Sì, per il resto sono tutte ugali, ma è del loro volto che ci interessa adesso.

personaggi dialogo

Ognuno di noi ha un aspetto caratteriale che ci distingue. Collerico, timido, egocentrico, frivolo… È ovvio che ogni predominante caratteriale influenzerà il nostro modo di parlare.

Osserva i tuoi personaggi. Di certo non sono tutti uguali. Quindi non farli parlare tutti allo stesso modo.

Il panorama editoriale è pieno di romanzi dove i personaggi sembrano avere un’unica voce. Nulla li caratterizza.

È un aspetto comune, soprattutto tra chi ha appena iniziato a scrivere e non padroneggia le tecniche o se ne frega (“Tanto mi leggono lo stesso”).

Ricorda: i personaggi muovono il tuo romanzo. Non permettere che lo uccidano.

Torniamo al dialogo. Può far vivere un personaggio o ucciderlo. Vediamo perché.

Vita di un personaggio…

Prendi i libri che hai apprezzato di più e dai un’occhiata ai dialoghi. Noterai che sono tutti diversi, e non solo per contenuto, ma soprattutto per come sono scritti.

Ogni personaggio si esprime diversamente. Tentenna, parla per enigmi, risponde a monosillabi, infarcisce la conversazione di impropreri…

Il dialogo dà vita al personaggio perché è tramite esso che un personaggio si mostra.

Frase contorta, però è così.

Anziché spendere righe e righe e righe di accurate descrizioni, chiazzare il capoverso di aggettivi e avverbi neanche fossero zucchero a velo, nel disperato tentativo di far capire al lettore che il tuo protagonista, ad esempio, è collerico, ti basta farlo parlare in modo sgarbato e secco. Certo, non si esaurisce tutta lì la questione, ma già sei un passo avanti.

… e la sua morte

Il dialogo può far morire il tuo personaggio.

Il motivo l’ho già detto. Succede quando non utilizzi questo strumento con attenzione, buttando in bocca ai tuoi personaggi frasi prive di suono, frasi banali, frasi che non dicono nulla sul suo carattere, sulle sue emozioni.

Ricorda: mostra, non raccontare 🙂

Prima di avviarci alla conclusione, che ne dici di condividere il post?

Non solo voce, ma anche gesti

Quando due si incontrano e parlano, litigano, ridono eccetera, noterai che non stanno immobili, come se del nastro adesivo impedisse loro di muoversi. Si grattano la schiena, afferrano cose, si chinano, si muovono…

Quando mostri i tuoi personaggi attraverso il dialogo, ricordati di farli anche agire. E non limitarti agli incisi che definirei semplici come sospirare, annuire, ridere, sorridere e via dicendo. Immedesimati nei tuoi personaggi e immagina che cosa fanno mentre parlano.

Il collerico potrebbe gesticolare, non riuscire a stare fermo; il timido potrebbe fissarsi le scarpe per tutto il tempo.

Ricorda: il dialogo è uno strumento potente e difficile da gestire. Però se ben riuscito può generare personaggi memorabili.

Conclusioni

Il dialogo ti permette di mostrare i tuoi personaggi, di farli parlare, di farli vivere.

Se usato bene, i tuoi personaggi si libreranno tra le pagine senza sprechi di paragrafi descrittivi al solo scopo di raccontare (!) qualcosa su di loro.

Se usato male, rischi di avere personaggi fatti con lo stampino che non trasmettono nulla al lettore.

E torniamo alle pedine di inizio articolo:

personaggi romanzo

Solo che stavolta il romanzo è terminato e ti toccherà riscrivere intere scene.

Prevenire è meglio che curare, no?

Prima di terminare, ti lascio questa piccola infografica. Ci sono alcuni spunti su cui lavorare per connotare al meglio il tuo personaggio in un dialogo. Fanne buon uso!

personaggio dialogo

Aspetta, non andare ancora via.

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