L’utilizzo del gerundio

Spesso sento lanciare anatemi contro questo l’utilizzo del gerundio, che viene additato come il fratello minore di aggettivi e avverbi, e ossia: se non li metti, è meglio.

In realtà mi preme attenuare questa frase drastica: il gerundio va usato, ma con parsimonia, come molte altre cose.

In questo articolo ti darò qualche dritta sull’utilizzo del gerundio e come, invece, non usarlo.

Che cos’è il gerundio?

Il gerundio è un modo verbale che si compone di soli due tempi:

  1. Presente (andando);
  2. Passato (essendo andato).

Il gerundio indica (Sensini, La dimensione linguistica):

  • Il modo in cui ci si comporta compiendo un’azione – Michela entrò correndo;
  • La circostanza in cui avviene l’azione – Leggendo si impara;
  • La causa che determina l’azione – Sapendo con chi avevo a che fare, non dissi nulla;
  • Il fatto nonostante il quale un evento si verifica o no – Pur avendo lavorato, non sono stanco;
  • La condizione perché l’evento si verifica – Solo ubbidendomi, potrai farcela.

Il gerundio presente esprime un’azione contemporanea a quella espressa dalla frase reggente:

Mario mangia la pizza guardando la televisione.

Michela entrò correndo.

Mi preme sottolineare la contemporaneità del gerundio presente poiché è uno degli errori più frequenti che si trovano. Ma ci ritorneremo dopo.

Il gerundio presente è utilizzato anche in quelle che vengono definite costruzioni perifrasiche:

  • Stare + gerundio. Esprime un’azione che è in svolgimento: Michela sta dormendo.
  • Andare + gerundio. Esprime un’azione che si sta sviluppando: Maria va migliorando.

Il gerundio passato esprime un’azione anteriore a quella espressa dalla frase reggente:

Avendo finito i compiti, sono uscito.

Essendo arrivato presto, Mario non trovò nessuno in casa.

Il gerundio passato non è molto utilizzato, poiché viene sostituito da locuzioni differenti:

Siccome avevo finito i compiti, sono uscito.

Poiché era arrivato presto, Mario non trovò nessuno in casa.

Utilizzi impropri del gerundio

Appurate le regole sull’utilizzo del gerundio, vediamo adesso gli errori più frequenti.

1. Soggetto diverso

Il gerundio presente deve avere sempre un soggetto. Se vuoi utilizzare il gerundio per un soggetto che non è quello del verbo della reggente, devi evidenziare il soggetto nella frase con il verbo al gerundio.

Vediamo un esempio:

Avendo l’influenza, Mario preparò a Luigi una tazza di latte caldo.

Chi ha l’influenza? Dovrebbe essere Luigi, siccome Mario gli prepara una tazza di latte. Ma nella frase sembra che, poiché Mario ha l’influenza, prepara una tazza di latte.

La frase corretta è:

Avendo Luigi l’influenza, Mario gli preparò una tazza di latte caldo.

Oppure:

Poiché Luigi aveva l’influenza, Mario gli preparò una tazza di latte caldo.

2. Azioni non contemporanee

Come abbiamo visto, il gerundio presente viene usato per indicare un’azione a quella espressa dalla frase reggente:

Mario mangia la pizza guardando la televisione.

Spesso, però, vi è l’abitudine di usare il gerundio anche per esprimere azioni che non avrebbero modo di essere contemporanee:

Mario entra in casa e si accorge di Luigi, chiedendogli perché sia lì.

Se noti bene, le due azioni non sono contemporanee: Mario entra in casa, si accorge di Luigi, e gli domanda perché sia lì.

Altri esempi:

Michela odorò le rose toccandosi la fronte in segno di ringraziamento.

Luigi prese il cellulare dalla tasca digitando il numero di Mario.

Queste frasi evidenziano azioni non contemporanee: Michela odora le rose e poi si tocca la fronte; Luigi prende il cellulare e poi digita il numero di Mario. È opportuno rielaborarle diversamente:

Michela odorò le rose, poi si toccò la fronte in segno di ringraziamento.

Luigi prese il cellulare dalla tasca, quindi digitò il numero di Mario.

3. Frasi ridondanti

Questo non è un vero e proprio errore, piuttosto un utilizzo del gerundio un po’ eccessivo che appesantisce la frase.

Esempio:

Avendo già notato che Marco la stava fissando, Michela si abbassò svelta nascondendosi dietro il cassonetto della spazzatura. Ormai l’aveva vista, pensò sospirando forte. Proseguendo la strada, l’avrebbe raggiunta in meno di un minuto. Ritenendo opportuno mostrarsi, Michela si sollevò sorridendo e gli andò incontro salutandolo con la mano.

Di per sé, questo periodo non contiene troppi errori. Tuttavia, tutti questi gerundi tendono a renderla un po’ ridondante. Proviamo a riformularla:

Michela notò che Marco la fissava, e si abbassò svelta dietro il cassonetto della spazzatura. Ormai l’aveva vista, pensò con un forte sospiro. Se proseguiva lungo la strada, l’avrebbe raggiunta in meno di un minuto. Era meglio mostrarsi. Michela si sollevò e sorrise; poi gli andò incontro salutandolo con la mano.

Un altro caso in cui i gerundi appesantiscono la narrazione si può trovare nei dialoghi:

«Luigi! Tutto a posto?», domandò Mario riscuotendosi dal torpore.
«C’è un… problema», rispose Luigi scuotendo la testa.
«Cioè?», ribatté Mario guardandolo di sottecchi.

Anche in questo caso, sarebbe più opportuna una riscrittura:

Mario si riscosse dal torpore. «Luigi! Tutto a posto?»
Luigi scosse la testa. «C’è un… problema»
Mario lo guardò di sottecchi. «Cioè?»

Riassumendo

L’utilizzo del gerundio non è un errore. Tuttavia è bene non abusarne: troppi gerundi rischiano di appesantire la lettura e rendere la narrazione poco scorrevole.

Prima di salutarti, ti lascio uno specchietto riassuntivo: fanne buon uso!

utilizzo del gerundio

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