Dall’indicativo… al congiuntivo!

Nel precedente articolo sulla grammatica abbiamo parlato dei tempi verbali e di come impiegarli con l’indicativo.

Oggi ci dedicheremo a un modo verbale che da sempre causa problemi a noi scrittori: il congiuntivo.

Purtroppo, essendo un modo verbale che va usato di frequenza, ci tocca conoscerlo a menadito per evitare errori.

Ecco allora che oggi parleremo dei tempi verbali del congiuntivo e di come usarli al meglio.

Iniziamo!

tempi verbali del congiuntivo

Breve riassunto: modi e tempi verbali

Un breve riassunto è doveroso.

Che cosa sono i modi verbali? E i tempi verbali?

Il modo indica l’atteggiamento con cui il parlante presenta l’azione espressa dal verbo: oggi sto a casa, oggi starei a casa, sta’ a casa!, se stessi a casa.

Il tempo verbale si riferisce alla collocazione cronologica del verbo stesso, ossia quando si svolge l’azione di cui parla il verbo: passato, presente o futuro.

Fatta questa premessa, passiamo ad analizzare i tempi verbali del congiuntivo.

Per questioni logiche, il congiuntivo non viene mai usato per il tempo verbale futuro.

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Il tempo verbale passato nel congiuntivo

Il tempo verbale passato nel congiuntivo indica un’azione che per la particolarità di questo modo verbale, può essere incerta.

Di solito viene impiegato nella frase secondaria, quella primaria retta, invece, dall’indicativo presente:

  • Spero che sia arrivato a casa;
  • Credo non abbia potuto parlarle;
  • Temo che il pacco non sia arrivato.

Il congiuntivo passato viene anche usato dopo congiunzioni quali prima che, nonostante, senza che, a meno che, a condizione che, malgrado:

  • Fa ancora caldo, nonostante abbia piovuto;
  • Mario va a casa, malgrado gli abbia detto di restare.

Il congiuntivo passato può essere usato anche nella frase principale, ma l’utilizzo è spesso limitato alle sole frasi interrogative:

  • Che Mario sia già tornato a casa?

Oltre al congiuntivo passato, possiamo anche usare il trapassato e l’imperfetto.

Il congiuntivo imperfetto viene usato nelle frasi secondarie dove la principale è al passato:

  • Credevo mi aspettasse.

Il congiuntivo trapassato, invece, viene usato, sempre per indicare situazioni irreali o dubbie, ed esprime anteriorità temporale rispetto a un momento passato.

  • Speravo davvero che mi avesse aspettavo.

Il congiuntivo imperfetto e il congiuntivo vengono usati nella formazione del periodo ipotetico (della possibilità e dell’irrealtà):

  • Se mi chiamasse, non gli risponderei (periodo ipotetico della possibilità)
  • Se mi avesse chiamato, non gli avrei risposto (periodo ipotetico dell’irrealtà)

Il tempo verbale presente nel congiuntivo

Il congiuntivo presente viene usato per indicare situazioni di dubbio, timore, volontà.

Il suo utilizzo è lo stesso del tempo verbale passato: viene impiegato soprattutto nelle frasi secondarie dopo verbi che esprimono desiderio, dubbio, volontà, opinione:

  • Penso che tu stia facendo la cosa sbagliata;
  • Voglio che tu vada a casa;
  • Ho paura che torni a prendermi.

Anche in questo caso, si usa il congiuntivo dopo coniugazioni quali malgrado, nonostante, prima che, a meno che, eccetera:

  • Va’ a salutarlo prima che parta!
  • Vado a dormire nonostante sia presto.

Il congiuntivo presente può essere usato anche nella frase principale, ad esempio nelle esortazioni:

  • Signore, faccia attenzione a non cadere!

Oppure se si esprimono domande o perplessità:

  • Che sia già di ritorno?

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