Il self-publishing non è per tutti

Qualche giorno fa sfogliavo pigramente la lista dei bestseller a pagamento e gratuiti di Amazon. Mi piace vedere la classifica degli e-book più venduti e scaricati, e continua a stupirmi come sempre più e-book autopubblicati si contendano le prime posizioni accanto a colossi come Newton Compton o Rizzoli. Sono piccolo traguardi per il panorama del self-publishing italiano. Dicevo, stavo sfogliando la classifica degli e-book, di preciso quelli gratuiti, e mi è balzato l’occhio su un titolo, tra i primi posti, che aveva poche stelle, quindi con recensioni non proprio positive. Ho dato una letta, sono scettica sulle recensioni negative perché spesso vogliono solo screditare il povero autore. Si parlava di scrittura grossolana e molti errori di grammatica e battitura. Per scrupolo ho scaricato l’e-book. E, purtroppo, ho potuto constatare con i miei occhi che le recensioni erano vere. Periodi intricati, uso improprio di virgole e maiuscole e minuscole e dialoghi surreali. Ho cestinato l’e-book dopo poco.
Tutto questo per introdurvi una delle grandi Verità che spesso i neofiti dell’autopubblicazione non sanno:

Il self-publishing non è per tutti

Perché, allora, migliaia di autori si ostinano a pubblicare i loro scritti e magari li vendono anche? Scritti pieni di refusi, errori ortografici, periodi contorti e così via? E perché i lettori li acquistano o li scaricano? Perché li leggono?
Il self-publishing non è per tutti, ricordatevelo.
E soprattutto non è per chi non sa farlo.

Quello che non sapete sul self-publishing

Esistono alcune Verità sul self-publishing. Nessuno ve le ha mai dette o, se lo ha fatto, è stato molto gentile, magari non voleva spaventarvi. Magari non voleva deludere le vostre velleità di scrittori in erba. Magari non voleva offendervi. In ogni caso, vi consiglio di leggerle. Sono brevi e cattive. Qualcuno potrebbe anche arrabbiarsi. Però, come si suol dire, ogni tanto bisogna usare anche il bastone.

seflpublishing

Le avete lette?

Davvero siete giunti sin qui? Ne sono felice.
In realtà il self-publishing non è del tutto così. Non ci sono solo autori che lo prendono come un gioco, ma anche numerosi scrittori che si impegnano ogni giorno per vivere il loro sogno.
Il self-publishing va fatto in un certo modo. Ci vogliono impegno, costanza, volontà e, sì, anche tanta pazienza. Magari le recensioni non arriveranno subito, magari le vendite non decoleranno subito. Ma se siete bravi, se andate avanti con tenacia, se il self-publishing per voi conta qualcosa di più che il programma preferito alla tv, allora ce la farete. E mi fermo qui perché non vorrei sembrare troppo il coach che dice tanto ma non dice nulla. Un’ultima Verità, e poi vi lascio andare.

Il self-publishing è un investimento, e come tale va portato avanti

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