Il linguaggio rappresenta la vita delle persone

Quello che leggete come titolo non è un proverbio ma l’essenza di questo articolo.
Vi sarà di certo capitato, leggendo un romanzo, di rimanere piacevolmente stupiti di fronte alla brillantezza di certi dialoghi, di fronte alla loro verosimiglianza e, di contro, di rimanere infastiditi davanti a dialoghi rozzi e banali.
Il dialogo è l’anima che muove i personaggi, l’arma con cui l’autore mostra le loro azioni, i loro sentimenti, l’arma con cui l’autore presenta determinate scene.
Quindi è logico che il dialogo debba essere scritto bene.
Ed è ancora più logico che mentre correggete dovrete prestare particolare attenzione a questo aspetto.
Tralascio tutta la questione sulla punteggiatura, incisi e utilizzo dei verbi, che non ci importa in questo momento.
Anche oggi parliamo di coerenza, e quando un dialogo è coerente? Quando il linguaggio utilizzato è consono al protagonista, alla sua condizione sociale, al luogo e al tempo in cui vive.
Quindi un dialogo è incoerente se qualcuno di questi aspetti, se non tutti, è sbagliato.
Di seguito vi elencherò tre casi di dialoghi incoerenti, che vi faranno rizzare i capelli.

coerenza narrativa dialoghi

Credits: Freepik

1. Il professore universitario che parla come un adolescente

È scontato che ogni personaggio abbia un suo modo di porsi, di agire, di parlare. Se i vostri personaggi parlassero, agissero e si comportassero tutti alla stessa maniera, ci sarebbe qualcosa che con va. A maggior ragione se ogni personaggio appartiene a una condizione sociale diversa.
Il professore universitario non può parlare come un ragazzino, e il minatore non avrà la padronanza di linguaggio, ad esempio, di un politico. Certo, ci sono anche le eccezioni: il minatore può essere un politico caduto in disgrazia. Però adesso concentriamoci su questo primo aspetto.

Il linguaggio di un personaggio deve essere coerente con la sua condizione sociale

Dovete quindi stare attenti quando fate parlare personaggi con un certo status o di una certa età. Se il vostro protagonista è un’adolescente un po’ svampita, nessuno si offenderà se parlando sbaglia i congiuntivi e utilizza un linguaggio tipico della sua età, con slang e modi di dire. Se un altro personaggio è un vecchio e saggio monaco, il lettore si stupirà se gli farete dire: “Wow, che figata!”. Poco credibile, eh?
Se, poi, vi spingete oltre e i vostri personaggi appartengono a élite, o svolgono determinate professioni, dovete anche farli parlare a modo. Un gruppo di giuristi che discute sull’ultima legge emanata non lo farà con gli stessi termini degli anziani al bar. Gli scienziati che lavorano a un virus capace di annientare la razza umana ne parleranno usando termini tecnici sconosciuti ai più, ma che voi dovrete, se non padroneggiare, almeno conoscere per non rendere il dialogo poco verosimile.
Attenzione, quindi, nel momento in cui create i vostri personaggi: anche il dialogo è parte di loro, e deve essere coerente.

2. Gli innamorati medievali che si scambiano sms

Be’, forse gli sms no, perché se ciò succedesse il vostro romanzo verrà gettato dalla finestra. Però pensateci bene. Se Maria e Luigi vivono nel Medioevo, o nel Seicento, o anche nell’Ottocento, non si rivolgeranno di certo frasi come queste: “Amore, sei troppo bellino con quei capelli stillosi!”, “Anche tu, gioia, sei una gran gnocca. Ti amo troppissimo”. A parte che dialoghi come questi fanno storcere la bocca anche in un romanzo ambietato ai giorni nostri, ma questo è un altro discorso.
Dovete tenere presente che il linguaggio è in continua evoluzione, ed è variato nel corso dei secoli. Ci basta leggere i grandi classici per rendercene conto. Il dare del voi, del lei, del tu, seguivano logiche diverse rispetto a oggi. Quindi segnatevi anche questo appunto:

Il linguaggio di un personaggio deve essere coerente con l’epoca in cui vive

Dovrete magari spulciare internet e le enciclopedie per capire davvero come si parlava in passato, ma è meglio farlo per non essere presi per scrittori poco seri, o peggio.
Questo non vuol dire che se i vostri personaggi vivono a Sparta dovete farli parlare greco antico, è logico. Però cercate di mantenere la costruzione delle frasi che si avvicini il più possibile a come poteva essere in passato. Non infilate parolacce o improperi se non si usavano, oppure utilizzate quelli che si usavano in una certa epoca.

3. Il contadino di montagna che si esprime come un letterato

Con questo non voglio dire che i contadini siano tutti rozzi e analfabeti. Però, se il vostro protagonista è una popolana che ha fatto le elementari e abita in un paesino di montagna dove si parla il dialetto, suonerebbe strano se si esprimesse con elevate capacità di linguaggio. Sarebbe più coerente se, parlando, mischiasse l’italiano con il dialetto, come nei romanzi di Andrea Vitali.

Il linguaggio di un personaggio deve essere coerente con il luogo in cui vive

Anche il luogo, quindi, ha importanza nella costruzione di un personaggio. L’ambiente in cui vive, le persone che frequenta, gli amici che vede, sono tutti fattori che influenzano il suo modo di agire e, appunto, di parlare. Un esempio davvero calzante di questo potete trovarlo nel romanzo dell’esordiente Thomas Melis, A un passo dalla vita. Personalmente è stato uno dei romanzi di autori emergenti più bello e curato che abbia letto. Qui i dialetti e gli status servono soprattutto a caratterizzare e connotare ciascun personaggio.

Per concludere: scappate dai dialoghi incoerenti!

Sì, esatto. Dovete proprio fuggire, perché non c’è cosa come un dialogo fatto male che fa scappare il lettore. I tre esempi che ho citato sono solo, appunto, esempi di incoerenza, utili soprattutto per farvi capire che anche il linguaggio è un aspetto importante della coerenza narrativa.

Per risolvere l’incoerenza dei dialoghi è necessaria una robusta revisione, oppure un controllo preventivo prima della stesura. Se scegliete la revisione, l’editing è quello che fa per voi, perché l’editor controllerà anche questi aspetti. Se avete bisogno di una mano, vi consiglio di dare un’occhiata alla mia pagina sull’editing o di fare un pensierino sulla prova gratuita. Sennò potete iscrivervi alla newsletter per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità del blog 🙂