Noi e il fantasy: intervista a Martina Mesaroli

Il Progetto Fantasy è una rubrica in fase di costruzione che verte su uno dei generi a mio avviso più complicati e dalle mille sfaccettature: il fantasy.

Nel corso di questa rubrica verranno approfonditi diversi aspetti legati al fantasy, ma soprattutto verrà lasciato spazio a chi il fantasy lo scrive: gli autori.

Oggi è con noi Martina Mesaroli, il cui libro “Il Lupo e il Drago” è recentemente uscito, edito da 0111 Edizioni.

1. Ciao e grazie per aver deciso di partecipare al Progetto Fantasy. Parlaci un po’ di te. Chi sei? Che cosa fai nella vita?

Ciao, grazie a te per avermi permesso di partecipare. Che dire di me? Sono una scrittrice
emergente di 36 anni, moglie e mamma di due splendide bimbe di 6 e 2 anni che sono tutta la mia vita e alle quali dedico la maggior parte del mio tempo.

Ho sempre amato scrivere, fin da bambina. Sono sempre stata molto timida e fantasiosa e scrivere mi ha aiutato a uscire dal guscio negli anni dell’adolescenza.

Adoro il fantasy, me ne sono innamorata leggendo La Spada di Shannara, un libro che credo di aver riletto non so quante volte.

Mi piace volare con la fantasia, esplorare mondi nuovi, conoscere e creare creature fantastiche.

2. Come mai hai deciso di scrivere un romanzo fantasy?

Per evadere dalla realtà, una realtà talvolta soffocante fatta di quotidianità e routine. Sono
una sognatrice nata e ho un estremo bisogno di liberare la mia creatività, di perdermi in ciò che scrivo, di creare storie fantastiche, di coccolare e talvolta anche rimproverare i miei personaggi.

Il fantasy è un genere vastissimo, dove l’immaginazione la fa da padrona, dove puoi fare e creare davvero di tutto, senza troppi problemi.

3. C’è o ci sono dei romanzi fantasy famosi che ti hanno ispirato o dai quali hai preso spunto?

In realtà ci sono dei romanzi famosi che mi hanno ispirato, anche se non tutti  propriamente fantasy, ma dai quali ho preso spunto per la protagonista femminile del mio romanzo “Il Lupo e il Drago”. Si tratta de “Il mastino dei Baskerville” ,“Il Fantasma di Canterville” e il quasi sconosciuto “Tic-Toc di Oz”, il nono volume della saga dei libri di Oz ( N.d.A il primo e più famoso è “Il meraviglioso mago di Oz”).

Ann ( nome della regina di Ugabù nella terra fatata di Oz ) è una giovane e potente strega ,
figlia di una strega del Kansas ( altro riferimento a Oz ) e del rampollo di una una
benestante e maledetta famiglia ( Il Mastino ) irlandese: i Castelville ( e qui il riferimento è
piuttosto palese, considerando anche il fatto che il fantasma del suo maledetto avo,
gioca un ruolo fondamentale nella storia. )

… Accanto a lei c’era il fantasma di Sir Arthur Castelville, il suo “maledetto” avo. Diceva la
leggenda che il suo spirito sarebbe stato costretto a vagare sulla terra fino a quando un suo discendente non fosse riuscito a sciogliere il patto che aveva stipulato…

… In realtà Sir Arthur era uno spirito guardiano, un eccentrico e annoiato aristocratico che adorava infestare Castelville House solo per il piacere di sentire le grida terrorizzate delle cameriere che vi prestavano servizio …

intervista fantasy4. È recentemente uscito il tuo romanzo “Il Lupo e il Drago”, edito da 0111 Edizioni. Ce ne parli un po’? Com’è nato?

“Il Lupo e il Drago” è un romanzo particolare, scritto in un altrettanto particolare periodo della mia vita: la mia seconda gravidanza ed è nato da un sogno ricorrente che mi ha
“perseguitato” per mesi e che ho trasportato abbastanza fedelmente nel primo capitolo.

Si tratta di due storie, una reale e una fantastica, apparentemente parallele, ma intrecciate tra di loro,dove i personaggi sono gli stessi, pur avendo ruoli diversi. Volevo che ci fosse un forte legame tra il realtà e fantasia, e allo stesso tempo volevo “distruggere” l’assurda, falsa convinzione, che fa di lupi e draghi esseri spaventosi e sanguinari, i cattivi per eccellenza.

Kandar e Aarack, sono i guardiani che vegliano sul divieto vigente da secoli sulla casa di
Cassidy Blair, ben celata in un bosco dall’aspetto impervio e spettrale, in una piccola
cittadina della contea di Bayfield, chiamata Grandview.

Kandar, il grande lupo bianco dagli occhi cerulei, è l’enigmatico custode sia del regno degli spiriti, che di quello onirico e si sposta con facilità tra i due mondi proprio attraverso i sogni. Osserva, guida e protegge, il corpo del prescelto che porta su di sé il marchio forgiato dai suoi artigli.

Aarack, il maestoso drago blu piumato, è il custode della magia che scaturisce dall’anima
dell’ultima erede di un’antica stirpe irlandese. Protettivo e impavido, ha il compito di
custodire il cuore del prescelto sul cui corpo è impresso il marchio forgiato dal suo soffio.

Un lupo, un drago e i loro poteri sigillati nei corpi di due fratelli. Una strega guardiana, ultima erede di una stirpe maledetta. Tre ragazzi e la loro missione: riusciranno a spezzare l’ antica maledizione?

All’interno del romanzo, niente viene lasciato al caso, nemmeno i nomi dei protagonisti
“reali”, le cui iniziali sono VOLUTAMENTE quelle dei due animali.

5. Come hai strutturato il romanzo? Da cosa sei partita per prima cosa? Ambientazione? Personaggi? Background?

Come dicevo prima, si tratta di due storie, strutturate una in prima e l’altra in terza persona, proprio per non creare confusione nel lettore. Essendo nato da un sogno, ho iniziato a trasportare l’ambientazione onirica su carta, grazie anche agli appunti che prendevo al mio risveglio (ps.: ho carta e penne disseminate in ogni angolo della casa, perché quando l’ispirazione arriva all’improvviso devo mettere tutto nero su bianco), poi sono passata allo sviluppo dei personaggi.

Non mi sono mai piaciuti gli eroi stereotipati impavidi e senza paura, così ho cercato di rendere i miei, umani e imperfetti, con i loro punti di forza e le loro debolezze. Collocandoli poi in un ambiente ben preciso, che spazia da Riva del Garda (dove ha inizio la storia), a San Francisco (California); Grandview nella contea di Bayfield (Wisconsin), passando per l’isola Smeraldo, con la sua cultura e le sue magiche atmosfere.

6. Il tuo romanzo unisce elementi onirici e fantastici. Ci spieghi questa scelta atipica?

Volevo mettermi alla prova, scrivere qualcosa di diverso dal solito, fondendo insieme sogno, realtà e fantasia. Volevo che il lettore potesse identificarsi realmente nei personaggi senza però smettere di sognare e di far volare l’immaginazione.

7. Qual è stata la difficoltà più grande che hai avuto durante la stesura de “Il Lupo e il Drago”?

La ricerca delle ambientazioni americane, specialmente quando si trattava di descrivere gli
interni dei locali. Anche se si tratta di un fantasy, le ambientazioni sono tutte reali e per una che in America non c’è mai stata, ho dovuto affidarmi a ciò che trovavo su Google.

Ci ho lavorato parecchio, volevo portare il lettore a visitare quei luoghi che io stessa non avevo mai visitato, descrivendoli con naturalezza,come se ci fossi veramente stata.

Anche l’editing non è stato una passeggiata. Ammetto che come prima esperienza è stata parecchio traumatica all’inizio. Vedere tutte quelle correzioni in rosso sul tuo testo è stato comprendere una scarica di pugni nello stomaco. Massacrante! Eppure è stata un’esperienza bellissima che mi ha fatto crescere molto come scrittrice.

8. Ci racconti qualche aneddoto sulla sua stesura?

Certamente. Dovete sapere che ho sempre cercato di essere semplicemente il narratore che racconta la storia, eppure nonostante i miei sforzi, non ho resistito alla tentazione di togliermi un sassolino dalla scarpa, inserendo un paio di personaggi marginali, ispirati a una coppia che conobbi tantissimo tempo fa. Mi sono divertita tantissimo a giocare su un fatto che sembra essere realmente accaduto.

Diciamo che mi sono presa una piccola rivincita personale anche se ammetto di aver calcato un po’ la mano con la scena d’amore tra i due amanti… specialmente il finale.

Un altro aneddoto particolare riguarda la cittadina dove la protagonista si trasferisce:
Grandview. Volevo non solo che esistesse realmente come località, ma anche che non
fosse la sola ad avere quel nome (dopotutto anch’io abito in una delle 19 Villafranca sparse
tra Italia, Francia e Spagna) e ai fini della storia era una trovata perfetta per complicare un
po’ le cose.

… Dopotutto, come gli aveva fatto notare il fratello, quante Grandview potevano esserci?
Il motore di ricerca rispose velocemente alla sua domanda: dieci in tutto e ben distribuite
negli Stati Uniti ….

Ultimo aneddoto, questo decisamente più personale. Avevo previsto di terminare la stesura
prima della nascita di mia figlia, che sarebbe dovuta nascere con parto cesareo
programmato (venerdì 17, parliamone) ma lei ha sapientemente deciso di nascere con
quindici giorni d’anticipo e i due capitoli mancanti li ho scritti quattro mesi dopo la sua
nascita.

9. Quali sono state le maggiori soddisfazioni?

Aver pubblicato con una CE. So che ultimamente si parla molto di self-publishing ma per me sapere che un editore ha letto il mio libro trovandolo così interessante da volerlo pubblicare, è una soddisfazione senza eguali.

10. Progetti per il futuro? Hai un nuovo romanzo nel cassetto e ci vuoi anticipare qualcosa?

I personaggi de Il Lupo e il Drago mi sono entrati talmente nell’anima che ho deciso di
scrivere ancora delle loro avventure. Sto lavorando da un anno ai sequel (con due bimbe
piccole il tempo per scrivere è sempre pochissimo).

Quello della storia di Angie è un romance un po’ fuori dall’ordinario, (visto che non amo il
genere ci ho messo del mio) nato da un racconto scritto quasi per gioco. Conto di finire con la stesura entro fine maggio, poi dovrà essere editato e proposto alla mia casa editrice.

Per quel che riguarda la storia di Ann Castelville, mi piacerebbe farne una trilogia fantasy
degna di tale nome. È un progetto lungo e ambizioso.
Ora sto lavorando al sequel che prevede una serie di flashback e alcune scene forti simil
horror. Stavolta il testo sarà corredato da degli splendidi disegni fatti su commissione,
mentre l’immagine di copertina l’ho affidata a due bravissime illustratrici con le quali ho avuto occasione di collaborare di recente.

Spero di finire di scrivere questa storia entro la fine del 2017, poi credo che mi prenderò una breve vacanza tra un volume e l’altro.

L'autrice
Nata a Villafranca di Verona nel 1981, città nella quale attualmente vive, Martina Mesaroli ha due grandi passioni: la scrittura e il teatro. “Il Lupo e il Drago” le rappresenta entrambe.

Un sogno che racconta una storia, una storia raccontata attraverso un sogno. Un lupo, un drago e i loro poteri sigillati nei corpi di due fratelli. Una famiglia di cacciatori demoniaci in cerca di vendetta. Un fantasma e una strega guardiana, ultima erede di una stirpe maledetta. Un’anima, il suo corpo e il suo cuore. La doppia storia di Angie, attrice emergente e del suo personaggio, Ann Castelville: giovane e potente strega che assieme ai suoi “fratelli” affronterà creature malvagie fino allo scontro finale contro chi, secoli prima, ha maledetto la sua famiglia. Guidata in sogno da Lupo, Angie incontrerà nel suo mondo il Drago del Destino, dal quale imparerà il significato della parola Amore. Due storie parallele, ma allo stesso tempo intrecciate tra loro, sospese tra sogno, finzione e realtà.