Anno nuovo, vita nuova…

Il 2017 è ormai agli sgoccioli e, come sempre, tra buoni propositi e fioretti, ognuno di noi si propone qualcosa per l’anno nuovo.

Tra i miei, di propositi, c’è senza dubbio l’aspetto grammaticale.

Eh, sì. Perché, vuoi in un modo, vuoi in un altro, qualche errore di grammatica sfugge.

Per questo oggi ho stillato una lista dei 10 errori di grammatica da evitare nel 2018.

Partiamo 🙂

I 10 errori di grammatica da evitare nel 2018

Di errori di grammatica ce ne sono tantissimi, tra punteggiatura, congiuntivi e altro.

È impossibile conteggiarli tutti, quindi ne ho preso solo dieci: i, diciamo, più gravi.

Quelli assolutamente da evitare.

1) Sì e si

C’è differenza tra sì e si, anche se molti ancora non lo hanno capito, ahimè!

Si senza accento è un pronome riflessivo alla terza persona.

Mario si sente poco bene.

Sì con l’accento è un avverbio di affermazione.

Sì, ho fame.

Quindi, ogni volta che devi scrivere un’affermazione, usa il sì accentato.

“Vai a scuola?” “Sì.”

2) Da, dà e da’

Tre paroline semplici semplici, tre significati diversi.

Da senza accento o apostrofo è una preposizione semplice.

“Da dove vieni?” “Da Milano”

Dà accentato è la terza persona singolare del verbo dare.

Mario dà una mano a suo fratello.

Da’ con l’apostrofo è l’imperativo del verbo dare.

Da’ una mano a tuo fratello!

3) Un altro e un’altra

Gli articoli indeterminativi uno e una, davanti a un nome che inizia con vocale, vogliono o meno l’apostrofo a seconda del genere del nome.

Per i nomi femminili, è necessario l’apostrofo: un’ambulanza.

Per i nomi maschili, no: un uomo.

Nel primo caso parliamo di elisione, nel secondo di troncamento.

4) Fà, fa e fa’

Abbiamo un intruso: fà.

Molti, poiché la terza persona del verbo dare vuole l’accento (vedi su), credono che sia la stessa cosa per il verbo fare.

Invece no: la terza persona singolare del verbo fare è fa, senza accento.

Mario fa i compiti.

Se, invece, vogliamo usare l’imperativo, è necessario l’apostrofo.

Mario, fa’ i compiti!

In nessun caso devi usare il fà accentato.

5) Vado a mangiare nonna

Una simpatica vignetta corre per la rete: “Vado a mangiare nonna!”

Povera nonna, speriamo almeno sia buona!

Oppure…

“Sei un grande, cxxxo!”

“Sei un grande cxxxo!”

Di certo i significati sono diversi.

La regola è semplice, così semplice che… ce la scordiamo.

Ogniqualvolta ci rivolgiamo a qualcuno, usiamo una virgola.

Mario, hai fatto i compiti?

Va bene, signora, non c’è problema.

E non:

Va bene signora non c’è problema.

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6) Affianco e a fianco

Sono seduta affianco a Mario.

Ma anche no.

La locuzione a fianco significa a lato di.

Affianco, tutto attaccato, invece, è la terza persona del verbo affiancare.

Affianco Mario nella sua battaglia.

7) Infondo e in fondo

In fondo al mar…

Come per l’errore precedente, in fondo, staccato, è una locuzione avverbiale.

In fondo, non c’è nulla di male.

Infondo, attaccato, è la terza persona del verbo infondere.

Le sue parole mi infondono fiducia. E io la infondo a lei.

8) Qual’è o qual è

Appuntatelo ovunque: qual’è con l’apostrofo è un ERRORE.

Questo perché non siamo davanti a un’elisione bensì a un’apocope, .

Qual è non vuole mai l’apostrofo.

9) Un po, un po’ e un pò

Delle tre, un po’, con l’apostrofo, è quella corretta.

Po’ è il troncamento di poco, quindi necessita dell’apostrofo.

Pò accentata non esiste.

Il Po è un fiume italiano, peraltro anche famoso.

10) Ne e né

Usato come negazione, né vuole l’accento acuto (é).

Non vuole né acqua né cibo.

Senza apostrofo, ne rappresenta un avverbio di luogo o un pronome personale.

Non ne vuole uscire.

Me ne sono andato.

Ne parlerò con Mario.

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Ho dimenticato qualche errore?

Sicuramente.

Scrivimeli nei commenti se te ne vengono in mente altri!