self-publishing

Vita da self: l’intervista di Riccardo Bianco

Benvenuti a un nuovo appuntamento con la rubrica Vita dal self, dove, ogni settimana, un autore autopubblicato ci parlerà della sua esperienza con il self-publishing. Oggi abbiamo con noi Riccardo Bianco.

Come sei venuto a conoscenza del self-publishing?

Ho pubblicato, quasi per caso, con una piccola casa editrice. Esperienza non positiva. Ho quindi cercato un’alternativa, tramite il web.

Quando hai iniziato a pubblicare come self-publisher?

Il mio primo libro autoprodotto è del 2012, un esperimento di poesia e fotografia. Non ho più smesso.

Com’è venuta questa idea? Avevi già pubblicato prima con una casa editrice?

Nel 2009 ho partecipato ad un concorso, arrivando tra i primi tre e aggiudicandomi la pubblicazione gratuita (la CE seguiva il cosiddetto doppio binario). Questo mi ha introdotto al mondo della pubblicazione, bellissimo, e contemporaneamente mi ha deluso molto. Dopo la firma i toni sono decisamente cambiati, i contatti sono morti, il mio coinvolgimento azzerato. Il risultato finale è stato mediocre, con copertina fuori tema, editing frettoloso e promozione farsa.

Come ti trovi con il self-publishing? Pensi sia un’alternativa conveniente a una casa editrice?

Penso che un autore debba avere alle spalle una buona CE. Scrivere e pubblicare sono cose ben diverse, ad ognuno il suo mestiere. Ma penso anche che piuttosto che avere a che fare con CE pessime, l’autopubblicazione sia da preferire senza esitazione.

Quali sono state le maggiori difficoltà ad autopubblicarti?

Prima di tutto la ricerca e la scelta della piattaforma, tra le moltissime alternative. Poi la comprensione dei ruoli: cosa devo fare io, cosa devono fare loro. Infine la promozione, del tutto a mio carico.

Quali sono state le maggiori soddisfazioni?

Leggere commenti positivi da parte di sconosciuti.Vedere che, anche se smetto di ‘spingere’, continuano i download.

A tuo avviso, il self-publishing avrà futuro in Italia?

Come mercato, certamente. Come realtà letteraria di primo piano, penso che dovrà passare almeno una generazione.

In generale, cosa pensi del self-publishing? Ti senti di consigliarlo?

Consiglio di avere le idee ben chiare su cosa si vuole, e scegliere di conseguenza. Autopubblicazione e CE sono strade completamente differenti, che raggiungono obiettivi diversi. Forse nella prima c’è meno possibilità di imbattesi nei ‘furbi’.
Forse.

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