classic typewriter with paper

Riscrittura e IA

In tanti, ormai, stanno sempre più facendo affidamento sull’IA per la correzione dei propri testi.

Il che può essere positivo se il testo è, ad esempio, un’e-mail, un report di assemblea, anche (con le pinze) un comunicato stampa.

Ma cosa succede se chiediamo all’IA di rivedere, addirittura riscrivere il nostro romanzo?


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Photo by Markus Winkler on Pexels.com

L’IA riscrive… forse troppo

Tempo fa ero alle prese con un testo straziante nel senso sintattico del termine: dovevo cambiare tutti i tempi presente in tempi remoto per questioni interne al testo. Sai che lavoro gratificante! Allora mi sono detta: Ora provo con l’IA, vediamo cosa ne esce. Lo ammetto senza problemi, a volte la uso anche io.

Il risultato prodotto in un campione di testo di, diciamo, duemila battute, è stato… al di sopra delle mie aspettative.

… nel senso che il software ha sì rivisto il testo apportando le modifiche richieste… ma è anche andato oltre, proseguendo la storia secondo il suo criterio (non ho ben capito quale).

Lì per lì è stato divertente leggere l’”invenzione” “aiana”, poi mi sono detta: E se qualcuno, magari meno attento, non avesse riletto, confidando pienamente nella bontà dell’IA?

… e per questo la sconsiglio

Occorre davvero fare tanta attenzione quando si usa l’IA per rivedere il proprio testo (che poi per un romanzo trovo la cosa assurda, ma ne riparleremo), perché non sai mai fin dove si può spingere con la sua “creatività”.

Può ad esempio eseguire il prompt alla perfezione, “migliorando”… la grammatica, lo stile, ma può anche fare pasticci.

Di seguito alcuni esempi che ho fatto fare su miei scritti.

Mi chiamo Liminal e sono piccola piccola: pelle bianca e capelli neri. Mi hanno detto che non è ancora Carnevale, ma non mi importa; se vesto scuro, mi armonizzo con quello che ho dentro. (Testo originale, non editato da nessuno)

Mi chiamo Liminal e sono piccola piccola: pelle bianca, capelli neri. Mi dicono che non è ancora Carnevale, ma non capiscono niente. Se mi vesto di nero è perché il nero, dentro di me, c’è già. (Testo rivisto da IA)

Prestiamo attenzione alla frase in grassetto. Qui l’IA ha cambiato il senso di quello che volevo dire: io ho scritto che non mi importa se qualcuno dice che non è Carnevale, non che chi lo dice non capisce niente. Ma il bello è dopo: se mi vesto di nero è perché il nero, dentro di me, c’è già. Io non ho parlato di nero dentro, ho scritto che mi armonizzo con quello che ho dentro, che non è detto sia tutto nero.

Proseguiamo.

Allora vado nella mia stanza e parlo col Principe Nero, parlo di zii nel cimitero, di madri che giocano e di padri senza figli. Il Principe Nero mi risponde che tutto finisce, e finisce, lo sai … (Testo originale, non editato da nessuno)

Allora mi chiudo in camera e parlo col Principe Nero. Gli parlo degli zii nel cimitero, delle madri che giocano a fare le bambine e dei padri senza figli. Lui dice che tutto finisce. Sempre. (Testo rivisto da IA)

Qui, a parte la frase allora mi chiudo in camera e parlo col Principe Nero, che è più scorrevole della mia, per il resto l’IA ha di nuovo pasticciato. Io ho scritto di madri che giocano, punto, non di madri che giocano a fare le bambine. Di nuovo, l’IA ha cambiato il senso della frase. Dopo, mi corregge l’ultima frase con: Lui dice che tutto finisce. Sempre. Ma come l’avevo messa io ha un senso, perché traduce liberamente il testo di una canzone. L’IA ha presto questa frase e l’ha “standardizzata”.

Quindi…?

Quindi facciamo attenzione ad affidare totalmente i nostri testi a uno strumento di intelligenza artificiale. Il testo che ho preso come campione è complesso ed è stato rivisto da un editor (umano) (la versione qui è la bozza iniziale) che ovviamente ha trovato elementi signficativi ed elementi da rivedere, con criterio.

L’IA, invece, va per conto suo. Alcune correzioni possono essere buone, altre no, perché segue logiche meccaniche, copiando da altri testi, e riscrive secondo queste logiche, che giocoforza non sono quelle dell’autore. Ovviamente, non è nella sua testa, ma non si pone nemmeno la domanda: Perché ha scritto così? Ha un significato? No. L’IA riscrive e la maggior parte delle volte stravolge.

Quindi (ripeto) facciamo attenzione e, se decidiamo di chiedere all’IA di riscrivere il nostro testo, rivediamolo, perché poi arrivano sviste di questo tipo ed esce qualcosa che noi non volevamo.

E concludo con un altro quindi: al momento, l’intelligenza umana ha la sensibilità che a quella artificiale manca.

Be careful!

2 risposte a “Riscrittura e IA”

  1. Avatar Gio
    Gio
    1. Avatar Emanuela

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