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Non ho mai letto un libro in vita mia (cit.)

Esiste una frase che, più di tutte, riesce a far sobbalzare un editor sulla sedia. “Mai letto un libro in vita mia. Forse due o tre sì, dai. Ma pochi. Non voglio farmi influenzare.”

Someone calls the ambulance…


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Photo by Tara Winstead on Pexels.com

Durante un episodio di MasterChef di anni fa…

(sì, okay, guardo MasterChef)

… un aspirante chef era al cospetto di Massari, il guru della pasticceria, pronto a presentargli il dolce. La prima frase che disse fu: “Io odio i dolci”.

Pensa un po’. Pensa sempre a questo aspirante chef, che potrebbe per assurdo dire: “Non assaggio mai i piatti degli altri. Voglio cucinare qualcosa di originale.” Oppure un musicista: “Non ascolto musica. Potrei copiare qualcuno.”

Ti sembrano assurdità?

Eppure, nel mondo della scrittura, questa convinzione continua a circolare con sorprendente successo. L’idea è semplice: se non leggo, sarò completamente originale.

Peccato che funzioni esattamente al contrario!

Chi non legge, non scrive comunque “nel vuoto”

Scrive con il bagaglio di tutto ciò che ha assorbito negli anni: film, serie TV, videogiochi, fumetti, racconti ascoltati. Solo che, non confrontandosi con la narrativa contemporanea, spesso finisce per ripetere cliché senza nemmeno accorgersene.

Sai quante volte mi è capitato di leggere un manoscritto accompagnato da questa dichiarazione?

“Non leggo fantasy.”

Poi apro il file e trovo un ragazzo inconsapevole dei propri poteri, un antico prescelto, un regno in pericolo, un mentore misterioso e una profezia dimenticata.

L’autore è convinto di aver inventato tutto. Il lettore, invece, ha l’impressione di aver già comprato quel libro… almeno una ventina di volte.

Leggere non serve a copiare. Serve a capire cosa è già stato fatto. Serve a evitare gli errori degli altri (infatti, è consigliatissimo leggere anche i cosiddetti libri brutti). Serve a osservare come un autore costruisce un dialogo, dosa il ritmo, crea tensione o caratterizza un personaggio. In altre parole, serve a imparare un mestiere.

Perché sì, la scrittura è un mestiere.

Nessuno pretende di diventare un grande architetto senza aver mai guardato un edificio.Nessuno si improvvisa chirurgo perché “non vuole essere influenzato” dai colleghi.

Eppure, quando si parla di libri, c’è sempre qualcuno convinto che l’ignoranza sia una forma di purezza creativa. Ma è ignoranza, e tale rimane. L’originalità non nasce dal chiudere gli occhi bensì dal conoscere così bene ciò che è stato scritto da riuscire a dire qualcosa di personale.

E c’è un dettaglio che molti dimenticano.

Gli scrittori che ammiri di più erano, prima di tutto, lettori instancabili. Hanno costruito la loro voce leggendo migliaia di pagine, non evitando gli scaffali delle librerie peggio che le mie bancarelle alle fiere.

Quindi.

Se hai paura che leggere ti faccia scrivere come gli altri, il problema non sono i libri. È che non hai ancora trovato la tua voce. E quella, credimi, non si trova evitando le biblioteche. Ma entrandovi e lasciandosi avvolgere…

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