
Talvolta è necessario intervenire sull’architettura narrativa prima di passare a un intervento di editing sul testo. Sì, perché se una storia presenta delle serie lacune, potrebbe compromettere tutto l’impianto narrativo.

Ormai lo leggiamo ovunque: pubblichiamo, promuoviamo, recensiamo, aiutiamo, diamo spazio ad autori meritevoli. Il che sarebbe un bene, perché anche nella scrittura ciò che conta (dovrebbe contare) è il merito. Ma è davvero così?

È così che finisce il mondo. È iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con…

Quando finalmente arrivi all’ultima pagina del tuo libro, è come se un peso rotolasse giù dalle spalle, a volte, e altre ti senti immerso in una frenesia tale che vorresti gridarlo ai mille mondi. Solo che purtroppo non è la fine… ma l’inizio. Sì, perché il vero lavoro da fare arriva adesso.

Un libro, quello di Lucia, che tocca le corde più profonde dell’animo umano. Suonerà banale, ma appena lo leggerai capirai di cosa ti sto parlando. “Una parola per le mamme” è il racconto autobiografico di una lotta contro un nemico invisibile e letale: la depressione post-partum. Con un pizzico di ironia che nasconde la…

Dopo la bufera e altro (non è una poesia) che si è tirato addosso l’ufficio stampa Il Taccuino, è bene fare una riflessione, ancora una volta, sulle recensioni negative. Una riflessione che va a toccare due pilastri di qualsiasi Nazione democratica: la libertà di parola e il reato di ingiuria e diffamazione.

Da un anno e mezzo partecipo a fiere del libro come autrice, e da un po’ di anni come lettrice, e ho visto diversi approcci da chi è dietro allo stand. Mi è sorta quindi una riflessione spontanea: qual è la strategia migliore, sia per l’autore che per il lettore?

O anche standard minimi di qualità. Un romanzo può essere innovativo, interessante, accattivante, ma se non rispetta dei requisiti minimi, difficilmente qualcuno lo leggerà. E se lo farà, potrebbe storcere il naso. O peggio.

La mia recensione di “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne.

Nella scrittura odierna le d eufoniche sono, perdona la ridondanza, cacofoniche, e perciò è sempre meglio evitarle. Ma come fare se hai infarcito il tuo testo di d eufoniche? Certo è che rimuoverle a una a una viene un lavoraccio. Per fortuna ancora una volta Word ci viene in aiuto.