antologia self-publishing

Lavinia Brilli

Lorella Tagliabue

Silvia Castellano

Anita Cainelli

Cristina Vichi

Emanuela Navone

Eveline Durand

Uneek Santos è una ragazza di trentatré anni e vive a Orlando, Florida. Da quando aveva sette anni convive con il diabete mellito di tipo 1. Uneek, però, soffre anche di una malattia rara legata al diabete di tipo 1, la necrobiosis lipoidica. Non c’è una cura per questa patologia, ma la situazione potrebbe migliorare. Per questo le serve un microinfusore di insulina, una sorta di pompetta che consente l’infusione costante di insulina nel tessuto sottocutaneo, favorendo così il miglior controllo glicemico possibile. In America, i microinfusori sono più costosi che in Italia, arrivando addirittura a 6000 dollari!
Non avendo abbastanza soldi per acquistare tale apparecchio, Uneek ha aperto una raccolta fondi sul sito gofundme e ha già raccolto quasi 400 dollari, ma purtroppo è ancora lontana dal raggiungimento del suo scopo. E, senza il microinfusore, potrebbe morire presto.
Per aiutarla, io e altre sei autrici ci siamo unite per creare l’antologia “Only Hope”. Ognuna ha contribuito con un racconto, alcuni brevi, altri più lunghi. Vogliamo mostrare che, anche nei momenti più bui, quando sembra che le cose non possano migliorare, bisogna cercare la luce della speranza. E quella luce arriva, sotto forma di un fiocco colorato, di un bigliettino, di un amore ritrovato, di una persona del passato o persino di uno sconosciuto

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Alcuni mesi fa, una mia amica americana mi ha parlato della situazione di Uneek e mi ha fatto leggere la sua storia. La sua situazione mi ha molto colpita e ho fatto immediatamente una donazione. I giorni successivi ho continuato a ripensare alle sue parole e infine ho deciso che dovevo fare qualcosa per darle una mano. Ma come? Era ovvio che da sola non potevo fare molto. L’unica soluzione era trovare qualcuno di buon cuore che credesse in questo progetto quanto me e una maniera per raccogliere fondi. Non si dice forse che “l’unione fa la forza”? Ed ecco l’idea: coinvolgere altri autori per creare un’antologia. Così è nata questa raccolta dal titolo “Only Hope”. In cambio di una piccola donazione di soli due euro, i lettori ricevono sette racconti di lunghezze differenti. Tutti e sette contengono un messaggio di speranza ed è questo il tema dell’antologia, come suggerisce anche il titolo: la speranza per un avvenire migliore, non solo per Uneek, bensì per tutti coloro che stanno passando un brutto momento. La speranza di poter offrire qualche ora piacevole a chi leggerà i nostri racconti. La speranza di poter fare la differenza per una persona che soffre, tutti insieme, un racconto alla volta.

— Silvia Castellano, ideatrice del progetto

A volte il self-publishing si veste di bianco e aiuta gli altri. Come nel caso dell’antologia Only Hope, alla quale hanno contribuito sette autrici con i loro racconti, tutti accomunati da un filo rosso: la speranza.

Sì, è la speranza che muove questi racconti, ognuno diverso per stile e scrittura.

Se ho l’occasione di rendermi utile a qualcuno di solito cerco di non tirarmi indietro. Ma nel caso di questo progetto è stata una vera e propria ‘chiamata’: conosco bene da vicino i problemi di salute della ragazza a cui è dedicata l’antologia, e quindi sono stata doppiamente felice di contribuire.” Questo ci racconta Lavinia, una delle autrici dell’antologia che ha firmato il racconto “Il fiocco rosso”.

Le parole di Evelin sono pregne di emozioni e ci arrivano al cuore: “La storia di Uneek, una ragazza malata, lontanissima da noi, non potrebbe essere la nostra storia? Rispondendo al richiamo, casalinghe, studentesse, giovani e non (parlo per me), hanno dato vita a queste storie, condite da un pizzico di coraggio e con la speranza come unico denominatore. Noi che non siamo conosciute, che forse scrittrici lo siamo solo nel cuore“, ci dice l’autrice de “Il perdono di Sarah”. “Only Hope è dunque un’antologia di racconti diversi, di stili unici, ma è anche il prodotto di persone che si sono unite virtualmente per offrire il proprio aiuto. Un aiuto che forse non farà la differenza, ma che potrebbe dare uno stimolo, aprire molte strade. L’augurio più forte è quello che iniziative del genere diventino virali. Fare qualcosa per gli altri, che siano estranei, vicini o lontani, dovrebbe diventare dannatamente contagioso.”

Evelin ha centrato uno dei punti di questa antologia, ossia il fatto che, pur non essendo nessuno, le autrici si sono comunque messe in gioco per dare il loro supporto, chi per vocazione, chi per coraggio, o chi per, come Lorella (“Tra due ali di pioggia”), ha voluto dare il suo contributo alla causa “essendo che per molti anni ho fatto volontariato.” O chi ancora, come Anita (“Il grande dono”), prova ancora fiducia nell’umanità: “Il motivo che mi ha spinto a partecipare a questa iniziativa è che ho ancora fiducia, in fondo, in un’umanità che spesso mi delude, ma che credo capace di gesti, magari anche piccoli, ma fatti col cuore, per dare a chi ne ha bisogno conforto e speranza e, in questo caso, un aiuto concreto a realizzare un acquisto altrimenti impossibile”.

Ma da dove sono nati gli spunti per i racconti?

Le autrici si sono mantenute nel mistero, ma Cristina (“Un’emozione per sempre”) ci ha svelato qualcosa: “L’idea di questo racconto mi è venuta ripensando alle sensazioni che ho provato durante le mie tre gravidanze. Il contatto fra la madre e il bambino attiva percezioni ed emozioni molto particolari che cambiano profondamente l’anima della donna, secondo me indipendentemente dall’età.Inizialmente doveva essere un romanzo intitolato “Ops, sono incinta!” , e chissà che non lo diventi! Al momento è un breve racconto che si sofferma sui momenti più intensi della storia di Veronica, una ragazza di appena diciotto anni che, per una notte di passione, stravolge il suo futuro”.

Il mio racconto (“Reach”), invece, è legato a un sogno. Un breve frammento in cui un uomo guardava dalla finestra e fuori pioveva. Inizialmente avevo pensato a qualcosa di più corposo, un romanzo introspettivo con tanti flashback, ma poi la penna ha cominciato a fluire da sola ed è nato questo breve racconto che ho voluto affidare a Silvia, l’ideatrice del progetto, affinché lo inserisse nell’antologia.

Tante teste, tante idee diverse, un’unica volontà: mettere insieme le idee e decidare parte del tempo per un progetto che nel suo piccolo farà ben poco, ma almeno darà la speranza a tutti i lettori che lo acquisteranno.

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