Ovvero: una linea guida veloce per chi impagina.

Le pagine bianche: perché servono? Dove vanno?
C’è una leggerissima propensione, quando si impagina in maniera casereccia, a evitare le pagine bianche.
Peccato che servano. Cioè, non è che vengono messe a caso, così perché ci piace inserirle.
Infatti, le prime due e le ultime due pagine di un libro sono sempre bianche. Come ci ricorda Youcanprint, un tempo erano usate a mo’ di protezione del manoscritto, o del libro stampato (fogli di guardia), adesso si usano per convenzione. Dato che, appunto, è una convenzione, perché non seguirla?
Inoltre, le pagine bianche vanno messe a sinistra (pagina pari) affinché il capitolo (soprattutto il primo) inizi a pagina dispari.
Ma non solo.
Ogni elemento fondamentale di un libro (qualsiasi libro) deve essere collocato su pagina dispari (destra):
Il frontespizio: nome autore, titolo del libro, sottotitolo, casa editrice o altro (brand editoriale, ad esempio; o logo se l’autore è autopubblicato e se ce l’ha).
La citazione.
La dedica.
I ringraziamenti.
L’indice.
Sono tutti elementi che vanno collocati a destra (pagina dispari), e per far ciò serve una pagina bianca a sinistra (pari). Visivamente è brutto quando questi elementi sono su pagina pari, dà quel senso di casereccio che nei libri non va proprio bene.
Inoltre, sempre per convenzione, il primo capitolo va a pagina dispari (destra), necessitando quindi di una pagina bianca prima. Per i successivi capitoli possiamo non seguire questa procedura, oppure sì. Ogni casa editrice e ogni autore possono scegliere liberamente.
A seguire, un esempio di quanto ho scritto finora, su un mio testo che sto impaginando (e che ti spoilero :-)).



Per concludere, le pagine bianche, oltre a essere una convenzione, hanno un significato anche estetico. Prova a pensare a un libro senza pagine bianche a dividere: orrore, no?
Che ne pensi? Fammelo sapere nei commenti!





Rispondi