Ultimamente sto vedendo sempre più articoli e post che offrono servizi di editing a prezzi irrisori.

È una scelta che condivido soltanto in parte, e dopo un’attenta analisi mi sono convinta di quanto sia dannoso agire così.

Te lo spiego oggi.


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Il costo dell’editing

Mi sono già soffermata su quale sia il costo corretto, o quantomeno eticamente accettabile, per un servizio di editing. Ho anche già accennato a come offrire servizi editoriali a prezzi stracciati sia pure una sorta di concorrenza sleale.

Adesso voglio affrontare il tema da un altro punto di vista, utile soprattutto per il professionista che si affaccia per la prima volta in questo mondo e non sa da che parte iniziare… e soprattutto quanto farsi pagare.

Mi piace ricordare un discorso che tempo fa il mio lettore di francese fece in classe: “Sì, quando sarete usciti di qui sarete dei traduttori a tutti gli effetti, avrete un titolo che lo certifica. Quindi evitate da subito di mettervi sul mercato proponendo traduzioni a prezzi stracciati, perché vi sminuirete”.

Il discorso può essere fatto anche per l’editing, sebbene non esista un titolo universitario univoco (come invece lo è quello per i traduttori) e vi sia in giro ancora parecchia confusione (e opportunismo, soprattutto da parte di chi si inventa corsi di editing per aspiranti editor offrendo poco o niente).

Farsi pagare poco sminuisce quello che, a conti fatti, è un lavoro.

Ma voglio fare un passo avanti e dimostrarti in che modo lo sminuisce.

Cartelle editoriali e ore di lavoro

Come ben saprai, il metodo che tutti gli editor usano per stimare quanto farsi pagare è ragionare in termini di cartella editoriale.

Una cartella, un prezzo, che può essere 1, 2, 5, anche 10 euro.

Già di per sé possiamo capire che un prezzo a cartella basso, sommato a tutte le cartelle, porterà a un basso prezzo totale.

Però è bene fare anche un passo in più, considerando anche le ore di lavoro spese su una o più cartelle. O, per dirla in modo più semplice: in un’ora, quante cartelle correggo?

Ho fatto un esperimento su me stessa, prendendo a campione un testo con medi interventi (nel senso che era scritto molto bene e serviva giusto qualche sistemata qua e là a migliorare lo stile e la scorrevolezza).

Ho cronometrato l’ora di orologio, senza pause o distrazioni, e in quell’ora ho corretto una decina di pagine. Qualcuno dirà che erano tanti, altri che erano poche, ma per quel testo era il numero giusto che permettesse un’adeguata correzione.

Se avessi preso 4 euro a cartella, per quell’ora avrei guadagnato 40 euro. Se 2 euro, 20 euro, se 5, 50 euro, e così via.

Già 20 euro all’ora sono buoni, dirai, e quindi anche chiedere 2 euro a cartella è un buon prezzo… ma aspetta!

Mai fermarsi alla prima lettura

Nessun editor professionale considera terminata la correzione alla prima lettura. È praticamente impossibile, perché per quanto tu sia stato attento e pignolo, serve almeno una rilettura, e magari anche un’altra (se il testo è particolarmente ostico, di solito ne faccio due: una utilizzando lo strumento “Leggi ad alta voce” di Word, soprattutto per i refusi, e l’altra su carta o Kindle, per vedere se tutto fila).

Questi venti euro iniziali dovranno quindi essere ripartiti conteggiando anche le ore che hai speso a rivedere la tua correzione. Se impieghi mezz’ora per la lettura su carta/Kindle e un’ora per quella a voce alta (con lo strumento di Word ci vuole quasi un’oretta, perché la voce legge a un’andatura normale e velocizzarla si rischierebbe di andare troppo velocemente), per guadagnare ‘sti benedetti 20 euro a cartella (per dieci cartelle), avresti impiegato due ore e mezza. Quindi 8 euro per le due ore e 4 euro per la mezz’ora. Direi che siamo poco sotto la soglia della paga oraria minima di 9,19 euro prevista per i datori di lavoro. Se invece fai una sola rilettura della tua correzione, sarebbero 10 euro all’ora.

E non ho considerato la rilettura finale!

Molti editor offrono la rilettura finale (quindi il testo nella sua totalità rivisto dall’autore e rinviato all’editor) come servizio a parte, altri invece lo conteggiano già nel costo a cartella (strutturato ad esempio così: il costo comprende la correzione del testo e una sua rilettura finale dopo le revisioni dell’autore).

Ebbene, se scegli di conteggiare nel prezzo a cartella anche una rilettura, dovrai allora calcolare quante ore impiegherai a farlo. Questo dipende dalla lunghezza del testo. Un testo di 100 cartelle si rilegge bene in tre, quattro ore, perché andrai soltanto a rivedere qualcosa che tu hai già corretto e l’autore rivisto, considerando soltanto eventuali refusi e inesattezze che potrebbero essere sfuggite.

Il prezzo a cartella dovrà contenere allora anche queste ore in più.

Quindi, se stai pensando di chiedere poco per farti conoscere, che so, o per attirare più clienti, fatti due calcoli prima, perché potresti davvero avere uno stipendio da fame.

E non tanto in linea generale (perché magari 4 lavori a 200 euro ti danno 800 euro in totale), ma quanto considerando la paga oraria minima, che per prezzi bassi è davvero da sfruttamento.