Autopromuoversi, soprattutto per uno scrittore self, non è facile.

Occorrono una strategia e tanta, tanta pazienza.

E soprattutto vanno evitate alcune pratiche fastidiose e deleterie.


book chapter six
Photo by Kaboompics .com on Pexels.com

SPAM a raffica

Chi non ha mai fatto SPAM? Su, so che anche tu ci sei cascato, di tanto in tanto.

Soprattutto quando le vendite latitano, si è sempre tentati di dare una spintarella al proprio libro e mostrarlo di qua e di là.

E allora, soprattutto sui social, via di post del proprio libro con link ad Amazon! Dappertutto, su qualsiasi gruppo siamo iscritti, perfino tramite chat privata a qualsiasi persona sia tra i nostri “amici”.

Per non parlare delle newsletter: ti è mai capitato di ricevere da quattro o cinque contatti diversi (che però si riferiscono a una e soltanto una persona) un’email promozionale di un libro? A me sì.

Purtroppo, una pratica di questo tipo non solo è fastidiosa, ma non porta quasi mai a risultati certi. Un post su un social con soltanto il link d’acquisto non viene nemmeno visto da chi “scrolla”, e le mail di mera pubblicità vengono subito cestinate.

Promuovere i propri libri sui social o tramite newsletter è utile, ma soltanto se si usa un certo criterio.

Autocelebrazioni? No, grazie

Come ha scritto Rodolfo Monacelli nel suo post, è inutile creare un sito internet e usarlo solamente per glorificare se stessi e il proprio libro.

Lo so, per te il tuo libro è il più bello di tutti: in fondo, come mi piace dire, ogni libro è come un figlio per il proprio autore, e i nostri figli non sono forse i più belli?

Troppa autocelebrazione però non fa bene: il lettore potrebbe alla lunga annoiarsi, e poi infastidirsi. O arrabbiarsi.

Cavolo, lascialo decidere a me se il tuo libro è bello o no!

Quindi: parlare del proprio libro… certo che sì, ma senza gonfiarsi troppo, a mo’ di pavone.

Lo leggi, lo leggi, è vero che lo leggi?

A ogni blogger è capitato più di una volta: lo scrittore che ti chiede una recensione, spesso ti impone la lettura del suo libro, e poi non passa giorno che non ti scriva se questo libro lo hai letto.

Oppure scrittori che contattano altri scrittori chiedendo (imponendo) la lettura del proprio libro, così, per sapere cosa ne pensi.

Anche in questo caso, mai obbligare nessuno.

Una volta mi è capitato che mi inviassero la copia cartacea a casa, senza che peraltro lo avessi chiesto, per poi arrabbiarsi perché non l’avevo letto, visto che i soldi per spedirmelo ce li avevano messi loro. Se volete, 1,30 euro di piego ve li do, eh!

Che sia uno scrittore, un blogger o chicchessia, se accetta di leggere il tuo libro lo farà, con i suoi tempi e senza che glielo ricordi tutti i giorni.

E compralo!

Questo capita soprattutto alle fiere: scrittori che quasi ti obbligano ad acquistare il loro libro, e se non lo fai sono anche capaci di mandarti a quel paese (un po’ come chi ti ferma per strada per venderti qualcosa e lo schivi; la maggior parte delle volte a me hanno mandato a f… così, tanto per simpatia).

Ho il ricordo memorabile di una fiera in cui un autore mi ha accalappiata e mi ha messo in mano il suo libro. Voleva a tutti i costi che glielo comprassi. Io sono scappata.

Quando un lettore è interessato al tuo libro, lo compra senza che tu debba obbligarlo. Certo, è sempre bello raccontargli qualcosa e invogliarlo, ma fidati: se ha l’intenzione lo acquista. Se non ce l’ha, passa oltre anche se sei stato per un’ora a cianciare.

Queste sono soltanto quattro delle pratiche più deleterie per promuovere il proprio libro.

Occorre invece un piano editoriale molto accurato e affidabile, che porterà i propri frutti.

Tu come promuovi il tuo libro? Scrivilo nei commenti!